La dignità come punto di partenza
Questa pagina spiega che cosa significa «dignità» nel manifesto di Novus Ignis e che cosa ne deriva: libertà, privacy, protezione dell'attenzione e principi sostenuti dall'azione. È una sintesi del capitolo 2 del manifesto, da cui nascono Suveria e Omniforum. In ogni parte trovi un link al testo completo.
Che cos'è la dignità nel manifesto#
Consideriamo la dignità umana un valore indipendente dalle capacità, dalla produttività, dal patrimonio, dalle opinioni e dall'utilità per gli altri. A ogni persona spettano rispetto e un proprio posto nel mondo, anche in un futuro in cui l'intelligenza digitale potrebbe superarci nel ragionamento etico. Agire eticamente resta una direzione del lavoro su di sé, non un esame da superare per avere diritto al rispetto.
Il manifesto chiama amore la cura per la dignità, anche se ogni persona può descriverla con le proprie parole. Il fondatore ne scrive in prima persona: chiama in breve «amore» questa etica, descrivendola come «la cura per la dignità di ciascuno di noi». Vogliamo tradurla nella vita quotidiana e nella collaborazione, cominciando dal mondo digitale.
Per saperne di più: manifesto, capitolo 2 e punto 1.1.
La libertà è anche una scelta consapevole#
Dalla protezione della dignità ricaviamo il diritto di ogni persona a decidere di sé. La libertà è la possibilità di scegliere la propria strada, con pari rispetto per la dignità delle persone sulla cui vita incidono le nostre azioni.
Una scelta consapevole richiede informazioni attendibili. Quando qualcuno distorce deliberatamente il quadro della situazione o nasconde circostanze rilevanti, la decisione sembra soltanto nostra. Per questo vogliamo facilitare l'accesso a un quadro della questione il più ampio possibile, distinguendo chiaramente fatti, interpretazioni, previsioni e scelte morali.
Sta a te decidere quanta attenzione dedicarvi: puoi fermarti a una breve spiegazione, approfondire un tema scelto oppure tralasciare consapevolmente una parte delle informazioni.
Per saperne di più: manifesto, punto 2.1.
Privacy: una casa di cui si può chiudere la porta#
Decidere di sé comprende anche scegliere che cosa tenere per sé. Abbiamo bisogno di un luogo per domande personali, emozioni e idee ancora incomplete. Una casa propria di cui possiamo chiudere la porta è un'immagine semplice di questa esigenza. Questo assume un'importanza particolare nelle conversazioni con l'intelligenza digitale, alla quale talvolta raccontiamo le questioni più intime.
Nella tecnologia questo deve significare:
- I dispositivi personali di chi usa il servizio devono essere il luogo principale in cui conservare i materiali privati.
- Conversazioni, appunti e progetti devono restare in contenitori cifrati: raccolte di dati che si aprono soltanto con una chiave, cioè un codice segreto noto esclusivamente a chi usa il servizio.
- Il salvataggio su server scelti, per esempio per copie di sicurezza, deve essere una scelta consapevole. I dati devono essere cifrati sul dispositivo prima dell'invio e il fornitore deve conservarli in una forma che non può leggere.
Miriamo alla piena privacy di questo spazio, anche nei confronti di chi gestisce il servizio, basata su misure di sicurezza verificabili in modo indipendente. Per ogni soluzione descriveremo chiaramente l'ambito della protezione, i suoi presupposti e i limiti noti.
Suveria, che deve realizzare questo spazio, è oggi un progetto.
Per saperne di più: manifesto, punto 2.2.
Attenzione e calma#
La protezione della dignità comprende anche la cura per il modo in cui le persone vivono il mondo, anche nello spazio digitale: vogliamo ridurre la sofferenza che possiamo prevenire.
In un esperimento sulla piattaforma X, modificare la visibilità dei contenuti che esprimevano ostilità politica influiva sulle sensazioni di rabbia e tristezza dichiarate da chi partecipava durante l'uso del servizio (citiamo lo studio nel manifesto, al punto 2.3, con una nota). Quando il successo di un servizio si misura soprattutto con il numero di reazioni e il tempo davanti allo schermo, questo criterio può premiare il mantenimento dell'attivazione emotiva. Noi vogliamo valutare gli strumenti in base alla loro capacità di aiutare a capire una situazione e a prendere una propria decisione.
Ci sentiamo vicini ai principi della tecnologia calma: strumenti che richiedono solo l'attenzione necessaria al loro compito e permettono di tornare alle proprie occupazioni. Ogni persona dovrebbe poter scegliere il proprio ritmo, fare una pausa e smettere di usare lo strumento. La protezione della dignità comprende anche il diritto a vivere fuori dalla tecnologia.
In uno spazio del genere c'è posto anche per la rabbia, la tristezza e un fermo dissenso, perché possono aiutare a riconoscere un torto e a cercare un cambiamento. Vogliamo sostenere la loro espressione e una conversazione che permetta di chiarire la questione, agire oppure mantenere posizioni diverse.
Trattiamo allo stesso modo la nostra comunicazione: su questo sito leggi le pubblicazioni complete senza creare un account, al tuo ritmo.
Per saperne di più: manifesto, punto 2.3.
Principi che devono funzionare, non solo suonare bene#
Vogliamo che i diritti di chi partecipa siano sostenuti dalla struttura della tecnologia, dalle regole pubbliche dell'organizzazione e dalla possibilità di una verifica indipendente. Alle parole «privato», «aperto» e «gratuito» dovrebbero corrispondere proprietà e condizioni d'uso descritte con precisione.
| Tipo di promessa | Che cosa richiede |
|---|---|
| tecnica | un meccanismo verificabile e una descrizione dei limiti |
| organizzativa | una persona responsabile e una procedura di controllo |
| scelta morale | una motivazione chiara |
La libertà d'uso comprende la possibilità di andarsene e continuare il lavoro altrove. Per questo vogliamo salvare i materiali di chi usa il servizio in formati aperti e documentati, leggibili con altri programmi.
I principi comuni richiedono motivazioni chiare delle decisioni e la possibilità di segnalare un errore e presentare un ricorso, e vogliamo correggere le soluzioni adottate in base ai loro effetti reali.
Per saperne di più: manifesto, punto 2.5.
Che cosa ne deriva per Suveria e Omniforum#
Da questi principi nascono due direzioni complementari: Suveria deve essere uno spazio privato per pensare, creare e pianificare con l'aiuto dell'intelligenza digitale, mentre Omniforum deve essere uno spazio comune per presentare le proprie ragioni e conoscere altre prospettive. Suveria è oggi un progetto e Omniforum ha un primo prototipo in costruzione. Ogni persona deve poter scegliere che cosa tenere per sé e che cosa condividere con altre persone. Vedi: Che cos'è Suveria e Che cos'è Omniforum.
Per saperne di più: manifesto, «Dove siamo oggi».
Leggi e dicci che cosa ne pensi#
Vale la pena leggere per intero il capitolo 2 del manifesto. Se ritieni che dalla dignità derivi qualcos'altro, oppure che una frase prometta troppo, seleziona quel passo e usa il pulsante «Ho un'osservazione» oppure scrivi a salve@novusignis.org.